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    April 22

    Il rapporto tra donne e scienza, donne e tecnologia è sempre più al centro di analisi e di contributi, da differenti punti di vista

    Il rapporto tra donne e scienza, donne e tecnologia è sempre più al centro di analisi e di contributi, da differenti punti di vista
     da kila.it
     
    Spazio spazio, io voglio, tanto spazio /per dolcissima muovermi ferita:/ voglio spazio per cantare crescere/ errare e saltare il fosso/ della divina sapienza./Spazio datemi spazio/ ch'io lanci un urlo inumano,/quell'urlo di silenzio negli anni/ che ho toccato con mano.

    Alda Merini, prefazione a Un altro genere di tecnologia.
     
    Il rapporto tra donne e scienza, donne e tecnologia è sempre più al centro di analisi e di contributi, da differenti punti di vista. Dopo il rapporto comparativo sulla situazione italiana ed europea pubblicato di recente da Observa ecco altri spunti per questo dibattito importante e complesso.
    Il primo riguarda la presenza delle donne nelle imprese cosiddette high-tech, visto come la punta di diamante del fenomeno dell’ingresso delle donne in ambiti considerati tradizionalmente maschili. Nell’ambito della tendenza alla crescita delle imprese femminili, registrato dalle rilevazioni annuali di Unioncamere, si nota una tendenza positiva nel settore delle tecnologie avanzate, dove le imprese femminili toccano il 10% del totale , pari a oltre 31.000 unità.
    Oltre la metà (56,6%) è impegnata nell’informatica e quasi una su dieci si dedica alla fabbricazione di apparecchi medicali di precisione e strumenti ottici.
     
    La regione regina è la Lombardia dove si concentra una impresa femminile high-tech italiana su quattro (24,1%) mentre la più specializzata è la Sardegna, dove il 14% delle imprese high-tech è in mano a donne. E le imprese in rosa dei settori più avanzati crescono in un anno del 3,1%, con picchi in Val d’Aosta (+9,7%), Lazio (+6,5%), Abruzzo (+6,4%) e Liguria (+6%).
    Tra le province, prima è Milano con 4.019 imprese, il 12,9% delle imprese femminili high-tech italiane, seguita a distanza da Torino con 1.666 imprese (5,3%), Roma con 1.610 (5,1%) e Napoli con 1.270 imprese (4,1%).
    Questi dati emergono da un’elaborazione Camera di Commercio di Milano su dati dei Registri delle imprese aggiornati a tutto il 2006.
     
    In questo settore non mancano dunque le buone notizie. E’ di pochi giorni fa la nomina di due donne alla direzione di importanti settori strategici dell'Agenzia Spaziale Europea: Magali Vaissière, francese, a capo della telecomunicazione e Simonetta Di Pippo , italiana già dirigente dell'Agenzia Spaziale Italiana, alla gestione del volo abilitato.
     
    Ma una rondine non fa primavera... Il rapporto appena concluso di un gruppo di esperti incaricati dalla Commissione europea di indagare sul ruolo delle donne nel processo decisionale della ricerca (WIRDEM) conferma l’evidenza della sottorappresentanza delle donne nelle posizioni di guida negli istituti di ricerca e nelle università. E non solo ai vertici: attualmente solo il 15% dei professori ordinari nelle università europee sono donne.

    Intitolato Creare una mappa del labirinto: far arrivare più donne ai vertici nella ricerca, il rapporto esamina le procedure per la valutazione e l'avanzamento di carriera del personale impegnato nella ricerca e analizza l’efficacia delle misure finora adottate per promuovere le donne in posizioni più elevate, per concludere che “Non ci può essere nessuna qualità senza parità''.
    Un diverso approccio è proposto da un libro appena uscito, Un altro genere di tecnologia a cura di Tommasina Anna Capitani, che si interroga sul rapporto tra genere e tecnologie soprattutto della comunicazione, anche alla luce di esperienze pilota come quella bolognese di Server Donne. Nei vari contributi non sono analizzati tanto i numeri e le statistiche ma, piuttosto, aspetti qualitativi, il simbolico e le reti di potere che ad esso conseguono.

    Il testo offre spunti, competenze e esperienze vere per nuovi modelli di società, di produzione, di rapporti. Contributi tutti al femminile: rappresentano analisi e testimonianze di donne che sono protagoniste, come studiose o professioniste, della Rete e dell’ICT. Ognuna, con il proprio contributo, a dire che anche nel mondo della Rete (che si pretende innovativo per definizione) il simbolico è e rimane quello “tradizionale cioè maschile, solo apparentemente neutro. La distribuzione del volume sceglie una via alternativa a quella tradizionale. L'editore, infatti, consente il download gratuito del volume tramite sito internet, oltre alla possibilità di acquistarlo e stamparlo, sempre on line.